ENCJThe ENCJ unites the national institutions in the Member States of the European Union which are independent of the executive and legislature, and which are responsible for the support of the Judiciaries in the independent delivery of justice. It aims to improve cooperation between, and good mutual understanding amongst, the Councils for the Judiciary and the members of the Judiciary of the European Union (or candidate) Member States.

MEDELHaving been informed by our member association Jueces para la Democracia of the situation involving the Chilean Judge D. Daniel Urrutia Lebreaux, the bureau of MEDEL has approved to fully subscribe the statement here bellow (in its original Spanish version and the English translation), issued by Jueces para la Democracia, and express solidarity with the Judge affected.

Ayant été informé par notre association membre Jueces para la Democracia sur la situation mettant en cause le juge chilien D. Daniel Urrutia Lebreaux,le bureau de MEDEL a approuvé de souscrire pleinement la déclaration ci-dessous (dans sa version originale en espagnol et la traduction en anglais et français), de Jueces para la Democracia et d’exprimer sa solidarité avec le juge affecté.

MEDELHaving been informed by our member association Jueces para la Democracia of the situation involving the Chilean Judge D. Daniel Urrutia Lebreaux, the bureau of MEDEL has approved to fully subscribe the statement here bellow (in its original Spanish version and the English translation), issued by Jueces para la Democracia, and express solidarity with the Judge affected.

Ayant été informé par notre association membre Jueces para la Democracia sur la situation mettant en cause le juge chilien D. Daniel Urrutia Lebreaux,le bureau de MEDEL a approuvé de souscrire pleinement la déclaration ci-dessous (dans sa version originale en espagnol et la traduction en anglais et français), de Jueces para la Democracia et d’exprimer sa solidarité avec le juge affecté.

 MD -  XXI CongressoLa notte della democrazia in Turchia si è manifestata ulteriormente ieri con l’arresto di un nutrito gruppo di parlamentari di opposizione, di quel partito che aveva impedito all’attuale governo di ottenere la maggioranza assoluta prima della ripetizione delle elezioni, che rappresenta oltre il 10% degli elettori e che esprime agli occhi degli osservatori internazionali la ricerca di una soluzione pacifica alla questione curda e di una visione progressista della società turca.

La valanga che ha travolto lo Stato di diritto in Turchia dopo il tentativo di colpo di Stato del luglio scorso ha determinato l’arresto e la destituzione di migliaia di giudici e pubblici ministeri (circa un terzo dell’intera magistratura), insieme ad avvocati, giornalisti, professori, appartenenti alle forze di polizia, funzionari pubblici, tutti qualificati come terroristi o fiancheggiatori del terrorismo.

Pochi giorni fa è stato arrestato Murat Arslan, presidente di Yarsav, l’associazione professionale di magistrati componente, come MD, di MEDEL, sciolta con decreto governativo ed i cui aderenti sono stati inseriti nella lista di magistrati predisposta a livello centrale per l’arresto e la detenzione preventiva, che si prolunga per molti di loro dal luglio scorso.

E’ davvero difficile apprezzare le basi giuridiche e gli elementi di prova a carico degli arrestati, in una condizione di stato d’emergenza prolungato e prorogato, che impedisce o limita fortemente agli arrestati anche i colloqui con i propri legali e con i propri familiari, in un contesto di sovraffollamento carcerario e di ingiustificata compressione di tutti i diritti di difesa.

 MD -  XXI CongressoLa notte della democrazia in Turchia si è manifestata ulteriormente ieri con l’arresto di un nutrito gruppo di parlamentari di opposizione, di quel partito che aveva impedito all’attuale governo di ottenere la maggioranza assoluta prima della ripetizione delle elezioni, che rappresenta oltre il 10% degli elettori e che esprime agli occhi degli osservatori internazionali la ricerca di una soluzione pacifica alla questione curda e di una visione progressista della società turca.

La valanga che ha travolto lo Stato di diritto in Turchia dopo il tentativo di colpo di Stato del luglio scorso ha determinato l’arresto e la destituzione di migliaia di giudici e pubblici ministeri (circa un terzo dell’intera magistratura), insieme ad avvocati, giornalisti, professori, appartenenti alle forze di polizia, funzionari pubblici, tutti qualificati come terroristi o fiancheggiatori del terrorismo.

Manifestazione Avvocati TurchiQuesta notte in Turchia si è avverato quanto si temeva da tempo, ossia da quando, senza alcuna conseguenza-critica sul piano internazionale, la maggioranza fedele ad Erdogan aveva eliminato l'immunità  parlamentare:: sono stati arrestati o sono ancora ricercati i parlamentari eletti nelle liste dell'HDP, cinquantanove. E' in stato di arresto Demirtas, ed altri 12 parlamentari dell'HDP, una forza politica che ha raggiunto 6 milioni di voti e superato per due volte lo sbarramento del 10% così impedendo la trasformazione in senso presidenziale ed autoritario della Costituzione turca.

Un colpo di stato che riafferma con chiarezza la natura del regime totalitario di Erdogan.

Che questo fosse il destino di quanti si sono spesi democraticamente nelle elezioni in Turchia cercando di affermare la dialettica democratica in un paese di fatto in guerra da decenni era chiaro e prevedibile, ed il pericolo si è accentuato, nel disinteresse generale, dopo il tentato colpo di stato;  nelle scorse settimane e negli scorsi mesi sono stati arrestati tutti gli appartenenti alle “categorie a rischio”: sindaci, avvocati, magistrati, giornalisti, ma anche accademici, persone di cultura.

Si parla ormai con quasi certezza di reintroduzione della pena di morte, e molti oppositori al regime di Erdogan la vita l'hanno persa davvero. Per tutti, ricordiamo Tahir Elci, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakir, assassinato in piazza.

Come Giuristi crediamo ormai indispensabile per chiunque abbia a cuore le regole della democrazia e del diritto prendere una posizione chiara e forte contro la barbarie che il regime di Erdogan sta ristabilendo in Turchia. E la prima, improrogabile, azione che non può essere evitata è l'immediata sospensione dell'accordo Ue-Turchia, che assicura al governo di Erdogan ingenti stanziamenti formalmente destinati al rafforzamento del controllo sulle frontiere ed all'accoglienza dei profughi. L'Ue sta destinando i profughi delle guerre in Siria al paese forse più  insicuro e più totalitario dell'intera area mediorientale!

Manifestazione Avvocati TurchiQuesta notte in Turchia si è avverato quanto si temeva da tempo, ossia da quando, senza alcuna conseguenza-critica sul piano internazionale, la maggioranza fedele ad Erdogan aveva eliminato l'immunità  parlamentare:: sono stati arrestati o sono ancora ricercati i parlamentari eletti nelle liste dell'HDP, cinquantanove. E' in stato di arresto Demirtas, ed altri 12 parlamentari dell'HDP, una forza politica che ha raggiunto 6 milioni di voti e superato per due volte lo sbarramento del 10% così impedendo la trasformazione in senso presidenziale ed autoritario della Costituzione turca.

Un colpo di stato che riafferma con chiarezza la natura del regime totalitario di Erdogan.

The Istanbul Security Directorate in Vatan Street where some of the cases of police torture and ill-treatment documented by Human Rights Watch took place.  © 2016 Human Rights Watch Summary: "Because of the state of emergency, nobody will care if I kill you. I will just say I shot you while you tried to run away" - Police officer to a detainee, overheard by family members of another detainee.


"You won’t make it out of here alive. We now have 30 days" - Police officer referencing the extended period of police detention to a detainee while threatening to rape him with a baton, as told to the detainee’s lawyer.

"We had come a long way. The anti-torture struggle in Turkey was important. But torture is like a contagious disease. Once it starts it will spread. It is painful to see the reversal taking place now." - Lawyer involved in anti-torture cases in Turkey who was detained together with people he believed were being tortured

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On July 15-16, 2016, elements of the military attempted a coup d’état against the elected government of Turkey. Those involved in the coup deployed tanks in the streets of Istanbul and Ankara, bombed the parliament with fighter jets, and opened fire from helicopters on people who took to the street to protest the attempted coup. At least 241 citizens and security personnel died in the fighting.

Shortly after the failed coup the Turkish government declared a state of emergency, a step they are entitled to take in exceptional circumstances. They also have the right – and even the obligation – to protect the public, investigate crimes committed during the attempted coup, including murder and causing bodily harm, and to hold those responsible to account. 

The Istanbul Security Directorate in Vatan Street where some of the cases of police torture and ill-treatment documented by Human Rights Watch took place.  © 2016 Human Rights Watch Summary:

"Because of the state of emergency, nobody will care if I kill you. I will just say I shot you while you tried to run away" - Police officer to a detainee, overheard by family members of another detainee.

"You won’t make it out of here alive. We now have 30 days" - Police officer referencing the extended period of police detention to a detainee while threatening to rape him with a baton, as told to the detainee’s lawyer.

"We had come a long way. The anti-torture struggle in Turkey was important. But torture is like a contagious disease. Once it starts it will spread. It is painful to see the reversal taking place now." - Lawyer involved in anti-torture cases in Turkey who was detained together with people he believed were being tortured

MEDELLes représentants des organisations membres de Medel,

Se référant :

  • à la Déclaration universelle des droits de l'homme, adoptée à Paris le 10 décembre 1948 ;
  • à la Convention du 28 juillet 1951, relative au statut des réfugiés, que tous les Pays européens ont signé et ratifié ;
  • à la Convention européenne pour la sauvegarde des droits de l’Homme et des libertés fondamentales et à ses Protocoles ;
  • à la Charte des droits des droits fondamentaux de l’Union européenne ;
  • à la jurisprudence de la Cour européenne des droits de l’homme e de la Cour de justice de l’Union européenne, qui ont tracé un cadre précis des obligations des Etats vis-à-vis des réfugiés et des demandeurs d’asile, notamment quand il s’agit des mineurs non accompagnés

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